I documenti pubblici da cui sono tratti i dati statistici citati nel sito, con editore, anno di pubblicazione, periodo di riferimento e collegamento.
Come utilizziamo i dati
- Ogni dato statistico è corredato di fonte e anno e rimanda a questa pagina.
- Non presentiamo come equivalenti dati rilevati con criteri diversi, come indagini condotte su imprese di dimensioni differenti o con metodologie differenti.
- Quando un valore deriva da un nostro calcolo su dati pubblici, lo dichiariamo e ne riportiamo il procedimento.
- Stime e scenari sono presentati come tali, con il relativo intervallo.
- Le fonti secondarie sono indicate come tali, con le relative avvertenze.
- Non pubblichiamo dati interni né dati che non siamo in grado di documentare.
Fonti
L’economia italiana e l’intelligenza artificiale
Nota 1
3,1%
La quota del settore ICT sul valore aggiunto lordo dell’Italia, la più bassa dell’Unione europea (media UE: 5,2%). Il restante 96,9% è generato al di fuori del settore ICT.
Il 96,9% è un calcolo di Morvik Group, ottenuto sottraendo da 100 il 3,1% pubblicato da Eurostat. Il settore ICT è inteso secondo la definizione OCSE-Eurostat (NACE 26.1–26.4, 26.8, 46.5, 58.2, 61, 62, 63.1, 95.1).
Nota 2
1 su 10
Imprese che utilizzano almeno una tecnologia di intelligenza artificiale: costruzioni 10,4%, trasporti e magazzinaggio 11,6%, alloggio e ristorazione 11,7%; informazione e comunicazione 51,3%. Media di tutti i settori: 16,4%.
L’indagine non comprende i settori dell’agricoltura e dei servizi finanziari.
Nota 3
+0,2–1,1 punti
Il contributo annuo che l’intelligenza artificiale potrebbe apportare alla crescita della produttività del lavoro in Italia nell’arco di dieci anni: 0,2 punti percentuali in caso di adozione lenta, 0,7 con un’adozione intermedia, 1,1 con un’adozione rapida.
Si tratta di una stima di scenario, non di una previsione. Lo stesso studio non rileva, allo stato attuale, effetti significativi sulla produttività delle singole imprese.
Nota 4
0,3%
La crescita media annua della produttività del lavoro in Italia tra il 1995 e il 2024. Nell’Unione europea a 27 il dato corrispondente è pari all’1,5%.
Nota 5
58,6%
Tra le imprese che hanno valutato l’intelligenza artificiale senza adottarla, la quota che indica tra le cause la carenza di competenze.
Il primo settore: la giustizia civile
Nota 6
1.789 giorni
La durata media di una causa civile in Italia, nei tre gradi di giudizio.
Nota 7
2,9 milioni
Cause civili pendenti nei tribunali italiani.
Nota 9
111,7 milioni di euro
Corrisposti dallo Stato nel 2025 a circa 100.000 persone a titolo di equa riparazione per l’irragionevole durata dei processi.
Accesso alla giustizia
Nota 8
900.000+
Persone che negli ultimi tre anni hanno rinunciato a una causa civile; per una su cinque (21,5%) i costi previsti superavano i benefici attesi.
Nota 10
28%
Soltanto 28 persone su 100 tra quelle coinvolte in una causa civile ne conoscono i costi all’avvio del procedimento.
Finanziamento delle cause
Nota 11
0,8%
Nel 2019 il litigation funding rappresentava lo 0,8% del mercato europeo dei servizi legali, pari a circa 1 miliardo di euro, con una proiezione di circa 1,6 miliardi per il 2025.
Professioni e intelligenza artificiale
Nota 12
27,5%
Avvocati italiani che nel 2025 utilizzavano l’intelligenza artificiale nell’attività quotidiana.
Riferimenti normativi
Nota 13
L. 132/2025
La legge italiana sull’intelligenza artificiale del 23 settembre 2025: nelle professioni intellettuali l’intelligenza artificiale è ammessa esclusivamente come strumento di supporto e il cliente deve esserne informato (art. 13); nell’attività giudiziaria l’interpretazione e l’applicazione della legge restano di competenza del magistrato (art. 15).